Angelo Nairod: “Ogni foto racconta una storia, una particolare problematica sociale o qualcosa che mi riguarda personalmente.”

Artista/Fotografo Angelo Nairod - PJ magazine

Com’è nata la tua passione per la fotografia?

È nata grazie a mio padre che circa 10 anni fa mi regalò la mia prima macchina fotografica, una Nikon. Ero in un periodo turbolento della mia vita, a dirla tutta ero piuttosto infelice e la fotografia mi ha aiutato molto. Mi ha dato uno scopo e soprattutto mi ha permesso di conoscermi e affrontare la sofferenza.

Giovane, ma le tue foto sono già state selezionate per varie esposizioni collettive e hai all’attivo già due personali, l’ultima lo scorso anno a New York…

È stata una bellissima esperienza. Non sempre ho la possibilità di presenziare alle esposizioni che faccio ma questa volta non potevo mancare. Era un’occasione unica ed è stato un sogno diventato realtà! Ho visto molti dei miei lavori fatti negli anni esposti e, per una volta, mi sono sentito orgoglioso di me stesso e di tutte le persone che mi hanno aiutato e sostenuto. E poi ho visitato New York!

Guardando le tue foto, si percepisce che nascono da un’idea, non sono semplici scatti…

Direi di sì. Ogni foto racconta una storia, una particolare problematica sociale o qualcosa che mi riguarda personalmente. È una specie di analisi (e a volte autocritica) fotografica.

Le tue foto sono apprezzate molto anche su Instagram. Sei seguito da oltre 30 mila follower, dunque, i social possono rappresentare un’opportunità?

Il mio account Instagram ha superato i 30 mila follower e sì, credo che i social rappresentano una grande opportunità per gli artisti. Io ho cominciato su Flickr, ci sono sempre affezionato e ogni tanto lo curo ancora. Su Flickr ho stabilito contatti con persone dell’ambiente e  stretto amicizia con altri artisti che mi hanno permesso di crescere come fotografo e come persona. Flickr, per esempio, mi ha permesso di conoscere le persone che hanno curato la mia prima mostra e di trovare alcune modelle con cui è poi nato un rapporto di amicizia. Questo credo sia molto bello. Oggi spesso si parla male dei social. La verità è che, se usati bene, sono una grande opportunità!

fotografo/artista Angelo Nairod - PJ magazine

Spesso ritrai corpi senza veli: perché il nudo dal tuo punto di vista provoca ancora scandalo e imbarazzo in medium più classici?

Sinceramente non lo so! Fino a qualche anno fa pensavo fosse una questione del sud Italia. Adesso che ho viaggiato e che vivo più in Spagna che in Italia posso dirti che non importa dove ti trovi, è un fatto: alcune persone hanno problemi con le foto di nudo. Si sentono a disagio o disturbati. Questo mi dispiace molto perché è quello che siamo, nudi, anche se facciamo di tutto per coprirci – E l’arte non dovrebbe avere filtri. È qualcosa al di sopra dei tabù, al di sopra delle regole e delle proprie credenze. Mi sono convinto di una cosa, però. Non possiamo apprezzare il corpo nudo di un’altra persona se prima non siamo riusciti ad amare e rispettare completamente il nostro, di corpo.

Come scegli i tuoi modelli e le tue modelle?

In base alla personalità e all’unicità. Mi piacciono persone di bell’aspetto ma soprattutto con un bel carisma.

Progetti per il futuro…

Spero di riuscire a realizzare il mio primo photoshoot in Spagna. Le persone hanno una bella energia e questo mi piace molto!

Remo Valitutto
Remo Valitutto è un poeta e scrittore, laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno.
Attualmente collabora per Blasting News Italia. Follia 2.0 (Sacco Arduino, luglio 2016) è il suo primo romanzo in formato cartaceo. Nel 2017 uscirà il secondo, La viziatrice.
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