La scelta del nuovo CT della Nazionale divide il Belpaese, chi pro e chi contro.

Nazionale-Pjmagazine
È arrivato da pochi giorni e ancora le polemiche sul nuovo allenatore della Nazionale, Antonio Conte, non si placano.

Dopo le discussioni sull’elezione del nuovo presidente della Lega di Serie A, Carlo Tavecchio, classe 1943, anche la scelta del nuovo CT divide il Belpaese. Forse è la provenienza, la Juventus, che storicamente divide l’Italia. Forse il carattere. Lo stipendio ricco e la commistione con lo sponsor tecnico. O, forse, semplicemente il ruolo più ambito e più discusso da ogni italiano. Sta di fatto che il CT sarà oggetto di discussione già dal primo appuntamento della Nazionale, al San Nicola di Bari, la sua città natale, il prossimo 4 settembre contro l’Olanda.

Cresciuto alla scuola di Marcello Lippi, l’ultimo allenatore vincente azzurro, il nuovo CT dovrà riparare alla nefasta parentesi del Mondiale Brasiliano.

Ma chi è il nuovo allenatore della Nazionale? Dopo aver disputato 295 partite con la Juventus, nel 2004 ha appeso le scarpette al chiodo per intraprendere la strada di allenatore. E così ha iniziato già nel 2005, da vice, sulla panchina del Siena, per poi cimentarsi con l’Arezzo, il Bari, l’Atalanta, il Siena e la Juventus. Fumantino, non è un mister che le mandi a dire, tanto da creare grattacapi anche ai dirigenti, come è successo a Bergamo, quando l’allora direttore sportivo Osti ha avuto il suo bel da fare per placare il carattere del mister, in aperta discussione con i tifosi. Con i quali per poco non è anche venuto alle mani.

La storia dice anche che Conte è un vincente. Da allenatore ha vinto un campionato di Serie B con il Bari nel 2008-09, tre di Serie A con la Juventus (2011-14) e 2 Supercoppa Italiana sempre con la Juventus (2012-13). Con la Nazionale Azzurra, da calciatore, è stato in grado di collezionare venti presenze e due reti, portandosi a casa un argento al Mondiale USA nel 1994 e un altro agli Europei di Belgio e Olanda del 2000. Un buon auspicio?

Tomaso Borzomì