“Come dovrebbe essere l’altro”, secondo me.

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“Cosa mi aspetto dall’altro?”: ecco la domanda che ci frega.

Nelle relazioni, in particolare nel rapporto di coppia, le aspettative possono mettere in subbuglio e alterare il decorso naturale del sentimento. Aspettarsi qualcosa da qualcuno è quasi automatico: è un modo di pensare che scatta nella testa, soprattutto nella prima fase di conoscenza . Quando non si conosce ancora bene l’altro, si costruisce una proiezione mentale che ce lo fa intravedere per quel che ci piacerebbe che fosse. Ed è in base all’immagine, formatasi nei nostri pensieri, che agiamo nei suoi confronti: se mi aspetto un comportamento scorretto, per esempio, tenderò a non dare fiducia; viceversa, se immagino di avere davanti una persona impeccabile e sensibile, mostrerò i miei sentimenti in anticipo senza le opportune valutazioni di compatibilità.

La trappola delle aspettative è proprio questa: inducono ad agire in modo non spontaneo ma funzionale rispetto al risultato che si spera di ottenere. Il contatto con la realtà si dilegua e lascia spazio a strategie e atteggiamenti costruiti, che la maggior parte delle volte cadono a terra e ci fanno rimanere delusi. “Non la/o conoscevo abbastanza” è un commento che spesso sento ripetere, alla fine di una relazione. O, ancora: “finalmente si è rivelata la persona che davvero è”.

E’ interessante capire che quel che immaginiamo dell’altro non è responsabilità sua, ma nostra. A tal proposito, il vecchio detto “contano i fatti, non le parole” può essere preso a braccetto come nostro alleato: chiedersi se c’è un’effettiva corrispondenza tra il piano mentale-verbale e quello reale-fattuale è la prima chiave di lettura.

Oltre alle aspettative che creiamo noi, ci sono quelle che l’altro tende a presentarci: “io non sono come gli altri”, “starò sempre a tuo fianco”, “non potrei mai farti del male” e così via. Insomma: quando entrano in gioco le promesse, meglio valutare le premesse. Chiedersi, per esempio, “cosa mi aspetto da me?” anziché “cosa mi aspetto dall’altro?” può essere un buon inizio, per valutare quanto impegno si è disposti a investire nella relazione.

Certo, azzerare le aspettative sarebbe la via migliore per evitare delusioni. Ma, forse, in amore è giusto lasciare quel velo di sogno e immaginazione, che fa da separé tra presente e futuro. Inutile negare che le aspettative tolgono energia ma la donano anche: l’entusiasmo iniziale della relazione si nutre anche di queste.

Restare poi con i piedi per terra, occhi aperti e cuore in ascolto: questo si può. Senza dimenticarsi che, quando un’aspettativa sarà infranta, parlarne con il partner è la giusta reazione: sarà più chiaro a entrambi come stanno le cose e cosa sarà meglio evitare in futuro, nel rispetto dell’altro.

Lucrezia Holly Paci posta del cuore pjmagazine

A cura di Lucrezia Holly Paci
Autrice specializzata in sessualità, amore e psiche
www.lucreziahollypaci.com
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