a_ciascuno_il_proprio_spazio

“A ciascuno il suo”. Oltre ad essere il titolo di un libro di Sciascia, è un modo di dire che invita a non generalizzare e a prendersi ognuno quel che gli è proprio. Anche in amore. A cominciare dallo spazio.

Condividere nella relazione fa bene ad entrambi. Si quindi al dialogo, allo scambio di pareri e al dare quel che si ha senza avidità. Attenzione però a non perdere di vista i propri confini. Ciascuno di noi ha il suo spazio personale, intimo e inviolabile che va rispettato.  Un errore comune in cui si cade è quello di pretendere che il partner condivida con noi ogni singolo aspetto della sua vita. Questa, oltre ad essere una richiesta egoistica, è anche fonte di contrasto interiore ed inter-personale.

Sciascia ha scelto il giusto titolo per il suo romanzo giallo: anche se non parla di amore, il principio del “a ciascuno il suo” resta in parte un mistero da risolvere.

Fino a che punto è giusto esporre la propria intimità più profonda? E’ bene dire tutti i propri segreti? C’è un tempo limite in cui è previsto raccontare il proprio vissuto? Il concetto di spazio si lega a quello di identità. Io ho il mio spazio (in cui si muove libera la mia identità) e il mio partner ha il suo; entrambi rispettiamo i nostri spazi a vicenda e scegliamo, in libertà, quali centimetri o metri o chilometri condividere.

In amore può essere condiviso quel che si vuole, a patto che lo si voglia davvero e che non sia solo una scelta fatta per soddisfare la richiesta o un bisogno dell’altro. C’è chi si sente più sicuro se conosce tutto del partner: è bene però sottolineare che questa “fame di conoscenza” si lega spesso a un’esigenza di controllo. Più conosco lo spazio intimo del mio partner, più posso controllarlo e gestirlo: pensiero errato! A volte, infatti, accade il contrario. Se l’altro si sente, in un certo senso, costretto a reprimere il suo spazio può nutrire un desiderio di fuga ed evasione da un rapporto di coppia diventato opprimente.

Con il termine “spazio” mi riferisco anche a quelle attività personali a cui ci si dedica e si esprime se stessi, a quelle piccole abitudini che nutrono il sé personale, oltre che ai confini di identità che vanno oltrepassati solo con sentito consenso.

Tempo al tempo, allora. E spazio allo spazio.

A ciascuno il suo, da condividere quando vuole e con chi gli va. Soprattutto in amore.

a cura di Lucrezia Holly Paci

autrice specializzata in sentimentalità 

 

 

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